| NOTIZIE BIETICOLE NOVEMBRE - DICEMBRE 2000 |
Risultati
della sperimentazione su varietà di barbabietole
Presentiamo la sintesi delle
caratteristiche produttive, qualitative e di tolleranza alle malattie delle
varietà di bietole a semina primaverile ricavate dall’elaborazione di 77 prove
sperimentali (55 serie base e 22 serie catalogo) realizzate nel 1999 e 2000
da: associazioni bieticole (ABI, ANB, CNB) industrie saccarifere (COPROB, ERIDANIA,
SADAM, SFIR) e società sementiere. Le prove della serie base realizzate nel
nord Italia sono state 48 (22 su terreno sano e 26 su terreno rizomane) e nel
centro 9 (7 su terreno sano e 2 su terreno rizomane).
di Roberto Ghedini e Rodolfo Telloli
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| Nella campagna 2000 circa l'80% delle semine sono state eseguite nei comprensori del Centro-Nord nel mese di febbraio |
LA
CAMPAGNA 2000
La campagna di raccolta delle barbabietole, da poco terminata, ha fatto registrare
nella maggior parte dei comprensori della valle padana, buone produzioni di
saccarosio unite a soddisfacenti livelli qualitativi.
Come si può vedere dalla fig. 1 le produzioni medie di saccarosio conseguite
nella maggior parte delle aree bieticole della valle padana centro orientale
hanno oscillato tra le 8,2 e le 9,8 t/ha, mentre livelli produttivi inferiori
si sono registrati nella valle padana occidentale, in Romagna ed in centro Italia.
Si deve inoltre sottolineare che al nord, tali livelli produttivi sono stati
ottenuti con polarizzazioni che si sono mantenute su livelli di 15-16 °S per
tutto il periodo di raccolta, consentendo di raggiungere livelli ottimali di
produzione lorda vendibile (PLV).
Il mantenimento di elevati valori di polarizzazione per l’intero periodo di
raccolta delle barbabietole, rappresenta il punto critico per la bieticoltura
della valle padana, infatti come appare evidente dalla fig. 2, analizzando l’andamento
delle polarizzazioni settimanali degli ultimi 5 anni, si nota che ai valori
soddisfacenti di inizio raccolta (15-16 °S) seguono purtroppo nella maggior
parte degli anni, consistenti diminuzioni della polarizzazione con il procedere
della campagna, con conseguenti perdite più o meno gravi di PLV e peggioramenti
qualitativi.
Particolarmente critico da questo punto di vista appare il periodo corrispondente
all’ultima decade di agosto, inizio settembre, periodo nel quale normalmente
si registrano le prime piogge dopo il periodo secco, che avviano la rivegetazione
delle bietole.
Da quanto esposto appare indispensabile, per salvaguardare la redittività della
bietola, applicare tutte le tecniche agronomiche in grado di contrastare le
principali cause di perdita di polarizzazione (retrogradazione), riconducibili
a: stress climatico estivo per eccessi termici e scarse disponibilità idriche
(estivazione), azione di fitopatie come cercospora e rizomania, eccessivi apporti
azotati.
| FIG. 1 | PRODUZIONI MEDIE DI SACCAROSIO NEL CENTRO-NORD NELLA CAMPAGNA 2000 |
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SVILUPPO
DELLE COLTURE
Nel 2000 le semine erano iniziate ai primi di febbraio nel centro Italia e nella
seconda settimana di febbraio al nord, proseguendo senza significative interruzioni
per tutto il mese di febbraio grazie alle buone condizioni dei terreni ed alla
mancanza di piogge.
Questo avvio anticipato consentiva di avere circa 70-80% di semine eseguite
entro febbraio nei comprensori del centro-nord e di completare le semine entro
il 15 marzo.
L’emergenza delle piantine è stata regolare nonostante la mancanza di piogge
dopo la semina, grazie alla buona preparazione dei letti di semina, ad eccezione
di alcuni casi di nascite scalari in terreni eccessivamente lavorati in presemina.
Nonostante le prime piogge, peraltro di lieve entità, siano cadute solo nella
terza decade di marzo ed inizio aprile, lo sviluppo iniziale delle colture è
stato buono.
Il vantaggio delle semine anticipate ed il favorevole sviluppo iniziale si traducevano
in una anticipata copertura dei terreni, avvenuta entro la metà maggio nella
maggior parte dei comprensori del nord e centro Italia, nonostante le scarse
precipitazioni piovose del periodo primaverile.
Nel mese di giugno la carenza di piogge e l’innalzamento delle temperature provocavano
i primi fenomeni di stress sugli apparati fogliari.
Fortunatamente il mese di luglio faceva registrare piogge di buona entità su
molte aree della valle padana, unitamente a temperature più basse della norma.
L’andamento climatico di luglio oltre ad alleviare lo stress, rallentava lo
sviluppo della cercospora riducendone la dannosità. Le piogge sono continuate
su livelli superiori alla norma anche in agosto, mentre sono state scarse in
settembre facilitando la raccolta delle radici.
| FIG. 2 | VARIAZIONI
SETTIMANALI DELLE POLARIZZAZIONI AL NORD DATI CONSEGNE SOCI ABI 1996-2000 |
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ATTIVITÀ
SPERIMENTALE
Per la caratterizzazione agronomica delle varietà per l’ambiente Italiano è
indispensabile individuare, oltre ai parametri produttivi e qualitativi sia
in terreni sani sia in presenza del virus della rizomania, la tipologia e il
livello di tolleranza alla cercospora.
Per raggiungere tale obiettivo nel 1999 e 2000 le unità operative della Commissione
Tecnica Nazionale Seme (C.T.N.) hanno realizzato 77 campi sperimentali in numerose
località del centro-nord.
Le prove sono state condotte con il coordinamento di un comitato scientifico
formato da docenti universitari e tecnici specialisti di problemi bieticoli.
Le varietà, sono state testate in campi parcellari con schema sperimentale a
blocco randomizzato con 6 ripetizioni, suddivise nelle seguenti serie:
La tolleranza alla cercospora
è stata valutata in 6 differenti prove per entrambe le serie (complessivamente
63 varietà), su campi parcellari non trattati effettuando due rilievi su tutte
le piante della fila centrale di ogni parcella, valutando il grado di infezione
della cercospora con l’uso della scala 0-100% A.F.A. (Area Fogliare Ammalata)
o 0-5 Agronomica.
I valori numerici ottenuti sono stati elaborati complessivamente e trasformati
attraverso una specifica formula in indici di tolleranza da cui sono state ricavate
3 classi di giudizi: Media, Media-Scarsa, Scarsa e Sensibile applicando un criterio
statistico.
A differenza del biennio precedente, l’elaborazione statistica non ha consentito
di differenziare varietà con tolleranza alla cercospora Buona o Media-Buona,
probabilmente a causa della minore virulenza manifestata dalla malattia nel
corrente anno.
Infine per la valutazione della tolleranza alla rizomania per mezzo di valutazioni
sintomatologiche sullo sviluppo di capillizio radicale, sono state realizzate
2 prove su terreni infetti dalla virosi.
| FIG. 3 | COMMISSIONE
TECNICA NAZIONALE SEME. VALORI INDICE E GIUDIZI DELLE VARIETÀ SERIE BASE PROVATE NEL BIENNIO 1999-2000 NELLA ZONA NORD Varietà esposte in ordine alfabetico a partire dalla lettera “I”estratta a sorte. Indici % calcolati rispetto alle varietà standard Bianca e Puma. |
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| VALORI INDICI E GIUDIZI DELLE VARIETA’ SERIE BASE PROVATE NEL 2000 NELLA ZONA NORD | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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| FIG. 4 | COMMISSIONE
TECNICA NAZIONALE SEME. VALORI INDICE E GIUDIZI DELLE VARIETÀ SERIE BASE PROVATE NEL BIENNIO 1999-2000 NELLA ZONA SUD PO E CENTRO Varietà esposte in ordine alfabetico a partire dalla lettera “I”estratta a sorte. Indici % calcolati rispetto alle varietà standard Bianca e Puma. |
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| VALORI INDICI E GIUDIZI DELLE VARIETA’ SERIE BASE PROVATE NEL 2000 NELLA SUD PO E CENTRO | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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| FIG. 5 | COMMISSIONE
TECNICA NAZIONALE SEME. VALORI INDICE E GIUDIZI DELLE VARIETÀ SERIE CATALOGO PROVATE NEL 2000 Varietà esposte in ordine alfabetico a partire dalla lettera “I”estratta a sorte. Indici % calcolati rispetto alle varietà standard Bianca e Puma. |
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| Grazie alla semina anticipata nel 2000 la maggior parte delle colture ha coperto il terreno anticipatamente, nella prima decade di maggio |
VALUTAZIONE
DELLE VARIETÀ
Le varietà di bietole, qualora rispondano a precisi requisiti produttivi e di
tolleranza alle malattie, sono un importante mezzo per conseguire elevate produzioni
unitarie con la barbabietola da zucchero.
In particolare per essere idonee per l’ambiente Italiano le varietà devono possedere:
buona o media PLV (Produzione lorda vendibile) sia in presenza di rizomania
che in terreno sano, PSD (Purezza sugo denso) almeno media, tolleranza a cercospora
media e non perdere eccessivamente produttività in condizioni di stress climatico.
In particolare per quest’ultimo aspetto vi è a nostro parere la necessità di
completare le informazioni degli indici di tolleranza alla cercospora basati
su stime dei sintomi effettuate sull’apparato fogliare della pianta, con valutazioni
produttive, confrontando la produttività delle singole cultivar trattate e non
trattate con anticercosporici.
Nostre esperienze sperimentali hanno indicato che varietà di bietole con un
medesimo livello di tolleranza fogliare manifestano incrementi produttivi diversi
per effetto dei trattamenti fungicidi, a volte in contrasto con quanto sarebbe
logico attendersi (varietà a buona tolleranza che incrementano al pari o più
di altre a tolleranza media o scarsa).
| FIG. 6 | VARIETÀ
SERIE BASE. CARATTERISTICHE TIPOLOGICHE, TOLLERANZE GENETICHE ED EPOCHE DI RACCOLTA |
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| VARIETA’
SERIE CATALOGO CARATTERISTICHE TIPOLOGICHE, TOLLERANZE GENETICHE ED EPOCHE DI RACCOLTA |
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| Nella trascorsa campagna la cercospora pur essendo comparsa precocemente ha manifestato una minore virulenza | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
SUGGERIMENTI
PER UNA CORRETTA SCELTA VARIETALE
Una corretta scelta
varietale può contribuire significativamente ad ottimizzare il risultato produttivo
delle barbabietole.
In particolare si dovrà conoscere se i terreni sono esenti o infetti dal virus
della rizomania, il rischio della zona per cercospora e oidio, la disponibilità
ad effettuare tempestivamente i trattamenti fungicidi, la natura dei terreni,
la possibilità di intervenire con irrigazioni di soccorso, la presunta epoca
di raccolta.
Nelle figure da 3 a 5 sono riportati i valori produttivi e i giudizi di tutte
le varietà in ordine alfabetico a partire dalla lettera ‘’I’’ estratta a sorte,
suddivisi per zone geografiche e relativi al biennio 1999-2000 per la serie
base ed al solo anno 2000 per le 7 cultivar provenienti dal catalogo e per la
serie catalogo.
Nella fig. 6 sono riportati i livelli di tolleranza genetica a cercospora e
rizomania, la tipologia e l’epoca di raccolta consigliata.
Per facilitare i bieticoltori nella scelta delle varietà sono stati predisposti
degli elenchi di varietà consigliate per le zone del nord e centro Italia.
Tali elenchi, esposti in ordine alfabetico a partire dalla lettera ‘’V’’ estratta
a sorte, sono distinti per terreni sani e rizomani, e raggruppano le varietà
che nella sperimentazione hanno conseguito:
Tenuto conto di quanto sopra esposto e dalle indicazioni pluriennali ricavate dalle prove sperimentali ci sentiamo di formulare i seguenti consigli:
La tempestiva applicazione
di un adeguato numero di trattamenti con fungicidi ad elevata attività anticercosporica
rappresenta un aspetto fondamentale per evitare gravi perdite produttive.
E’ quindi necessario, in particolare nei comprensori ad alto rischio cercosporico
programmare un adeguato numero di trattamenti in funzione alla presunta epoca
di raccolta.
Applicando un normale programma di difesa con trattamenti ogni 20 giorni, le
varietà a scarsa tolleranza dovranno essere raccolte entro agosto, mentre a
raccolte di fine campagna è bene destinare varietà a media o buona tolleranza
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Suggerimenti per la scelta delle varietà
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