NOTIZIE BIETICOLE NOVEMBRE - DICEMBRE 2000

Desideri e bisogni di sua maestà il consumatore

Una ricerca Eurisko sulle abitudini degli europei

di Massimo Passerini

Quali sono, all’alba del terzo millennio, i comportamenti alimentari degli europei? Una risposta a questo interrogativo ha provato a darla Eurisko, attraverso una ricerca che ha confermato come la seconda metà degli anni novanta sia stata un periodo di forte dinamicità per la cultura alimentare degli europei e che nel terzo millennio lo scenario vedrà ulteriormente accentuati alcuni dei macrovalori di riferimento che governano i comportamenti dei consumatori europei nei confronti dei prodotti alimentari. Questi valori sono, in ordine di consenso: il piacere (71%), la qualità (68%), la salute (44%), la tradizione (44%) e l’innovazione (30%). Piacere e qualità sono risultati essere valori basici irrinunciabili per ogni offerta alimentare mentre la salute è un valore condiviso da segmenti di pubblico più moderni ed evoluti dal punto di vista socioculturale; la tradizione è condivisa da un target più ‘maturo’ ed infine l’innovazione dai consumatori più giovani.
Il piacere del cibo è sempre più qualitativo e non coincide più con l’abbuffata o la trasgressione alimentare, ma diviene esperienza sottile multisensoriale (visiva, olfattiva, tattile oltre che gustativa) che richiede competenza, lucidità e controllo per essere goduta appieno. Negli ultimi anni sono cresciute le valenze ‘non materiali’ legate al cibo, in termini affettivi, sociali, culturali. I pasti sono le occasioni principali per radunare la famiglia e gli amici per l’ottanta per cento degli italiani, il 79% dei francesi e il 74% degli spagnoli. L’invito a pranzo o a cena è vissuto come un’occasione di convivialità con gli amici per l’89% dei francesi, l’85% dei tedeschi, il 78% degli italiani e il 77% degli spagnoli. L’esplorazione e la sperimentazione gastronomiche attraverso la ricerca di nuove ricette, è praticata dal 78% dei francesi, il 71% degli inglesi, il 65% degli italiani e il 61% dei tedeschi, mentre la scoperta dei cibi che appartengono a culture diverse e lontane interessa il 75% dei francesi, il 71 degli inglesi e il 65% dei tedeschi.
Il fatto che negli ultimi anni sia cresciuta in modo significativo la disponibilità da parte dei consumatori europei a pagare un prezzo più elevato per prodotti alimentari di qualità, conferma come essa sia considerata un valore pressochè irrinunciabile.
Si richiedono sempre più prodotti ‘freschi’ (come vicinanza al prodotto originario e mantenimento della sua vitalità e delle sue peculiarità organolettiche e nutrizionali), ‘garantiti all’origine’ (il territorio di riferimento come garanzia di autenticità, esperienza e competenza produttiva), ‘naturalità’ (intesa come non manipolazione, rispetto dei tempi di crescita e di maturazione dei prodotti, riduzione degli addittivi chimici).
I prodotti di natura biologica sono preferiti dal 72 per cento dei tedeschi, il 63% degli inglesi, il 51% degli spagnoli, il 43% dei francesi e il 42% degli italiani.
Nel rapporto fra alimentazione e salute, la ricerca Eurisko ha registrato nel comportamento dei consumatori europei una crescente consapevolezza e un’implicazione pragmatica nella richiesta di informazioni (attraverso la lettura di riviste o rubriche specializzate, ma anche dei dati riportati sulle confezioni dei prodotti) ed ha individuato tre diversi tipi di approccio: uno, più evoluto, condiviso in percentuale maggiore dal pubblico femminile e mediterraneo, centrato sulla adozione ‘sistematica’ di un modello alimentare in cui si accresce il consumo dei prodotti ‘buoni’ (verdura, frutta, cereali) e si riduce quello dei prodotti rischiosi (come i grassi e gli zuccheri); un secondo approccio, più maschile e nordico (Germania e Inghilterra) è fatto, invece, di interventi più ‘saltuari’ e mirati in una logica integrativa (vitamine e sali minerali in pillole) o compensativa (il light e il dietetico come ‘riequilibratori’ dopo gli eccessi); e, infine, un approccio più ‘restrittivo’’ di tipo medicale e curativo, proprio dei segmenti rappresentati dalle persone più anziane e con problemi di salute.
Per quanto riguarda la ‘tradizione’, l’apprezzamento per la cucina tipica e per i prodotti che appartengono alla propria cultura regionale, è un atteggiamento che divide i paesi mediterranei da quelli nordici (in particolare, l’Inghilterra). La tradizione è infatti un valore alimentare condiviso con motivazioni diverse dagli anziani (che rimpiangono i ‘prodotti di una volta’ in una logica nostalgica e di chiusura al nuovo) sia dai più giovani (per i quali la cucina regionale, come quella etnica, è occasione di esplorazione, di scoperta, rappresenta una opportunità di avventura culturale e sensoriale.
L’interesse per i prodotti alimentari ‘nuovi’ è un atteggiamento diffuso soprattutto tra gli inglesi. Nei paesi mediterranei non è “l’invenzione” ad essere apprezzata ma, piuttosto, la scoperta di altre tradizioni, di altre culture: nuovo, infatti, può essere anche l’antico che ancora non si conosce. In tutti i paesi europei la domanda di innovazione è un trend in forte ascesa ma riguarda aspetti legati più al servizio che al prodotto in sè. Crescono ovunque i fast food, si diffonde la pratica del cibo consegnato a domicilio (pizza, cucina cinese), aumenta l’abitudine di acquistare e consumare pasti in luoghi insoliti (per strada, al cinema, a teatro, negli stadi o nei centri commerciali). Amano mangiare in ristoranti fast food il 69% degli inglesi, il 57% dei tedeschi, il 53% dei francesi; farsi consegnare a casa piatti già pronti da consumare, il 53% degli spagnoli, il 52% dei tedeschi e il 48% degli inglesi, mentre acquistano cibi per strada, allo stadio, a teatro, al cinema, il 51% dei tedeschi, il 50% degli inglesi e il 40 degli spagnoli. In rapporto ai prodotti i nuovi bisogni di praticità-semplicità-rapidità da parte dei consumatori rilevati dalla ricerca Eurisko, investono soprattutto le confezioni e la distribuzione. Ecco quindi prodotti più facili da reperire e conservare; packaging più leggeri ed ecologici; pezzature adeguate; piatti pronti, conservati, surgelati, disidratati.