NOTIZIE BIETICOLE LUGLIO - OTTOBRE 2000
tecnica
frumento

L'affidabilità di un seme per una produzione di qualità

di Sergio Pentericci Agroservice Spa

Plantula normale:
tutti gli organi presentano uno sviluppo equilibrato.

Il panorama colturale negli ultimi anni è profondamente cambiato.
Le mutate condizioni economiche hanno spinto al ridimensionamento di alcune colture favorendo rotazioni sempre più strette sino ad arrivare alla monocoltura come frequentemente succede nelle aree di coltivazione del frumento duro.
Il contributo alla coltivazione ha generato la tendenza al risparmio.Le operazioni colturali sono eseguite più velocemente e spesso senza rispettare la condizione ottimale di “tempra” del terreno, a scapito di una buona preparazione del letto di semina. Inoltre, il sempre minor apporto di sostanza organica ha reso duro e compatto il suolo che non integrando più la parte colloidale tende ad inaridirsi, formando alle prime piogge la crosta superficiale.
In queste condizioni colturali, il seme trova difficoltà di germinazione, come pure la pianta stenta a svilupparsi nelle sue prime fasi di vegetazione. Per compensare le conseguenti “perdite di campo” molti agricoltori attuano investimenti superiori alle effettive necessità. Questa tecnica si è consolidata anche per esperienze maturate dall’utilizzo di cattivo seme o di seme aziendale selezionato artigianalmente e privo di rigidi controlli di laboratorio.
Così l’investimento risulta eccessivo quando, per condizioni meteorologiche favorevoli, si ottiene una elevata percentuale di nascite con danni al raccolto in termini produttivi e qualitativi.
L’eccessivo ed altrettanto oneroso investimento può essere evitato utilizzando seme ad alta germinazione, ma soprattutto ad alto vigore; solo così è possibile programmare perfettamente il numero di piante a mq., poiché viene garantita l’emergenza in qualsiasi condizione pedo-climatica.
Per valutare la qualità del seme, è spesso insufficiente la sola determinazione della germinabilità.
La“germinazione tradizionale”effettuata in laboratorio su carta o sabbia, arriva ad indicare la percentuale di seme nato in condizioni ottimali, condizioni che difficilmente si presentano in campo. Come si può vedere dalla foto a lato la plantula emersa sembra perfettamente sana e con tutti gli organi sviluppati in maniera equilibrata.
Lo stesso seme in condizioni avverse, difficili, in terreni bagnati, con crosta superficiale, messo a dimora ad eccessiva profondità, il più delle volte si presenta come nella foto di pag. 13.

TAB. 1 TEST DI VIGORE GERMINATIVO SU CAMPIONE
DI FRUMENTO DURO
Campioni di
frumento duro
Test tradizionale Test di invecchiamento
% semi
germinati
% semi
anomali
% semi
morti
% semi
germinati
% semi
anomali
% semi
morti
1 85,0 8,5 6,5 50,0 18,0 32,0
2 86,5 8,0 5,5 60,5 17,0 22,5
3 88,0 8,5 3,5 57,0 12,5 30,5
4 90,5 7,0 2,5 69,5 8,0 22,5


Coleoptile strettamente contorto

Non riesce ad emergere dal terreno, rimane contorto al di sotto della superficie,e soprattutto deve superare notevoli difficoltà per riportarsi in linea di crescita identica ad un seme normale. Di conseguenza anche la produzione potrebbe risentirne.

Dai test effettuati in stretta collaborazione con il Laboratorio Analisi di Bologna abbiamo riscontrato quanto possa essere efficace, per la nascita, il vigore germinativo del seme; ad elevata germinazione non c’è correlazione diretta con altrettanto vigore.
I test effettuati secondo il Metodo ISTA (48 ore a 41 °C poi a 20 °C con 16 ore di buio e 8 di luce) e il Metodo AOSA (72 ore a 45 °C poi a 20 °C con 16 ore di buio e 8 di luce) detti di“invecchiamento” hanno dimostrato quanto sia insufficiente, a volte, la sola analisi tradizionale Tab.1.

In questa situazione rimane ancor oggi comprensibile che molte aziende agricole pur di evitare problemi di scarsa presenza di piante a mq. in primavera, preferiscono aumentare notevolmente la quantità di seme.
A questo problema di origine fisica, si aggiunge poi, senza dubbio, durante l’inverno la scarsa resistenza al freddo ed alla siccità della plantula per le ridotte dimensioni delle radici e l’altrettanta preoccupante scarsa tolleranza verso i patogeni quali il Fusarium, soprattutto se si usa seme non conciato.
Il fenomeno risulta essere più consistente nel frumento duro proprio per le sue caratteristiche genetiche. Normalmente la % di germinazione di un frumento duro è di circa 8-10 % più bassa del frumento tenero e dell’orzo, così come il suo vigore germinativo. Naturalmente questi test hanno un notevole costo, ma certamente garantirebbero assai di più l’agricoltore che potrebbe finalmente seminare un numero di semi quanti ne richiede lo stesso potenziale genetico varietale.
È importante perciò, nella scelta della semente, non lasciarsi trasportare dal prezzo, ma soprattutto garantirsi un prodotto professionale, tecnicamente perfetto, che possa superare gli ostacoli della nascita. Utilizzando la giusta quantità di seme si otterrebbe sicuramente un miglior rendimento finale e un altrettanto, ben più valido, risparmio.